Scheda di valutazione di Un giorno lento

AUTORE: FABIO VALERIO TITOLO: UN GIORNO LENTO LIVELLO CONTENUTISTICO-NARRATIVO Il romanzo, seppur breve, ha una chiara intenzione narrativa che si palesa capitolo dopo capitolo in una coraggiosa sperimentazione letteraria. L’ambientazione western, che indurrebbe a primo impatto a pensare a una trama densa d’azione più che di introspezione, si rivela ben presto lo sfondo di una …

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Il vecchio e il passero

Seduto, all’ombra di un lampione. Muto, rimugino il pensiero. Graffiato, il ricordo di quei giorni. Sbiadito, mi rende forestiero. Ti aspetto Sul ciglio della strada. Impalato, a osservare la rugiada. Gioco con un passero albino, attendendo che faccia il suo corso, il destino. Scritta con Anna Lorenzini https://www.instagram.com/l.a.filosofia/

Oscurità

Post calendario dell’avvento del 17 dicembre per @simposio2021_ Al buio completo una persona può osservare una fiammella di una candela anche a quaranta chilometri di distanza. “Non denigrare l’oscurità, può essere utile per scorgere cose che normalmente non noteresti.” http://la-filosofia.it/oscurita/

Virgola

Io, vado al mare. Dio, cosa c’è di male? Per una virgola tra soggetto e predicato verbale… Tutti in riga perché qualcuno ha dettato una regola, mai nessuno che provi a uscire da questa benedetta scatola. Io, me ne vado alle Canarie. Vediamo, se lì ci fanno delle storie. Oppure in poesia, chiudendo un occhio, …

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Realtà

C’è chi parte, chi lavora, chi fa il bagno, chi si innamora. C’è chi pesca, chi borbotta, chi s’abbronza e chi scimmiotta. C’è chi piange, c’è chi ride, chi è triste o si divide. Chi fatica, chi sogna, chi poltrisce, chi si vergogna. Se ci pensi, tutto questo potresti chiamarla normalità. Ogni azione, ogni emozione, …

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VENTI ANNI

Passati creando corteccia, temendo confronti, saltando zampilli di brace luminescente. Di fatto materiale ardente, cibo per tossici, di quando cantavamo insieme “Zeta Reticoli”. E invece, crescendo e omologandoci, sembra siano trascorsi secoli.

Come lucertole

Sui gradini di una chiesa, in attesa di veder le grinze della pelle scurirsi, al trascorrere del tempo invecchiarsi, sparlando, scrutando, maldicendo. Eppure ancora puliti e giusti, sentirsi. Maledettamente devoti, perversi.

IL MIO NOME stagione 3 puntata 9

9 IL MIO NOME Mi chiamavo Alfonso anche se all’anagrafe ero Alphonse, per via dei miei genitori, entrambi francesi. Ero nato nella provincia di Lione, appunto in Francia, ma da piccolo ci trasferimmo in Italia. Vivemmo un po’ in Toscana, prima dalle parti di Viareggio, poi vicino Grosseto, mentre all’età di dieci anni ci stabilimmo …

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Kazako

Scrivo di amenità in kazako e lo traduco, per questo in italiano poi risulta strano. O forse perché io lo sono. O magari perché dormo troppo poco.